Come fare la sinossi del tuo manoscritto

Come preparare una sinossi che non faccia piangere l’editore (o l’agente).

Oltre al manoscritto, un editore (o un agente letterario) vi chiederà la sinossi dell’opera. Anche io la chiedo per decidere quali manoscritti accettare e quali non sono ancora pronti per questo passaggio. È un documento importante, eppure all’inizio quasi tutti i miei allievi non hanno idea di come si faccia.

Di per sé, la sinossi è un documento molto semplice: è uno sguardo di insieme sul libro, e quindi è un testo di lavoro che riassume gli aspetti principali del vostro manoscritto. All’editore (o all’agente) serve per capire se la storia che avete raccontato regge, ed è perciò essenziale che nella sinossi sia coperta tutta la storia.

L’errore che molto spesso viene commesso è pensare che una sinossi sia la stessa cosa di una quarta di copertina, il testo che trovate di solito stampato sul retro del libro o nel risvolto per invogliare il lettore ad acquistare il volume. La sinossi non è una quarta di copertina. Non abbiate timore a svelare il colpo di scena finale: la sinossi deve contenere tutto, spoiler compresi.

Come si fa la sinossi

Una buona sinossi contiene anche gli spoiler, ma non per questo contiene ogni parte della storia. Una cattiva sinossi è come qualcuno che racconta un aneddoto, e invece di arrivare al punto continua a inserire dettagli che sentite non essere rilevanti.

Comporre una sinossi è un buon esercizio per identificare quali sono gli elementi fondamentali di una storia. Ogni storia contiene dettagli che possono essere rimossi senza intaccarne il funzionamento e altri senza i quali perderebbe di senso.

Prendi “Cappuccetto Rosso”: nella prima scena, la mamma chiede a Cappuccetto Rosso di portare alla nonna del pane e un vasetto di burro perché ha saputo che non sta bene. Di questi tre elementi:

  1. la nonna non sta bene;
  2. il cestino contiene un vasetto di burro e del pane;
  3. la mamma chiede a Cappuccetto Rosso di portare il cestino alla nonna.

Soltanto il primo e l’ultimo sono essenziali. È importante che la nonna non stia bene, altrimenti Cappuccetto Rosso non avrebbe ragione di addentrarsi nel bosco, ed è importante che la mamma chieda a Cappuccetto Rosso di portare il cestino alla nonna altrimenti non potrebbe iniziare la storia. Che nel cestino ci siano pane e burro o degli straccetti di tofu, la storia non cambia.

Fare la sinossi delle fiabe è un buon esercizio. Se queste vi annoiano, potete usare l’ultimo film che avete visto. La cosa importante è riuscire a distillare la storia in una catena essenziale di eventi.

Se avete lavorato facendo una scaletta, potete partire da quella; se avete lavorato diversamente, dovrete prendere il vostro manoscritto e scorrerlo, pagina per pagina, ed estrapolare i fatti essenziali. Una volta creato un primo elenco, vagliatelo punto per punto dall’inizio alla fine, e a ogni riga chiedetevi cosa succederebbe se toglieste quel punto: la storia reggerebbe o diventerebbe incomprensibile?

Il risultato finale è la sinossi. Se avete ancora per le mani un elenco, riarrangiatelo in modo da rendere tutto più fluido e discorsivo. Considerate che di solito una pagina è più che sufficiente per riassumere la storia, perciò se vi trovate con una sinossi di dieci pagine, state sicuri che c’è ancora molto da sfoltire.