Oltre al manoscritto, un editore (o un agente letterario) vi chiederà la sinossi dell’opera. Anche io la chiedo per decidere quali manoscritti accettare e quali non sono ancora pronti per questo passaggio. È un documento importante, eppure all’inizio quasi tutti i miei allievi non hanno idea di come si faccia.
Di per sé, la sinossi è un documento molto semplice: è uno sguardo di insieme sul libro, e quindi è un testo di lavoro che riassume gli aspetti principali del vostro manoscritto. All’editore (o all’agente) serve per capire se la storia che avete raccontato regge, ed è perciò essenziale che nella sinossi sia coperta tutta la storia.
L’errore che molto spesso viene commesso è pensare che una sinossi sia la stessa cosa di una quarta di copertina, il testo che trovate di solito stampato sul retro del libro o nel risvolto per invogliare il lettore ad acquistare il volume. La sinossi non è una quarta di copertina. Non abbiate timore a svelare il colpo di scena finale: la sinossi deve contenere tutto, spoiler compresi.
Come si fa la sinossi
Una buona sinossi contiene anche gli spoiler, ma non per questo contiene ogni parte della storia. Una cattiva sinossi è come qualcuno che racconta un aneddoto, e invece di arrivare al punto continua a inserire dettagli che sentite non essere rilevanti.
Comporre una sinossi è un buon esercizio per identificare quali sono gli elementi fondamentali di una storia. Ogni storia contiene dettagli che possono essere rimossi senza intaccarne il funzionamento e altri senza i quali perderebbe di senso.
Prendi “Cappuccetto Rosso”: nella prima scena, la mamma chiede a Cappuccetto Rosso di portare alla nonna del pane e un vasetto di burro perché ha saputo che non sta bene. Di questi tre elementi:
- la nonna non sta bene;
- il cestino contiene un vasetto di burro e del pane;
- la mamma chiede a Cappuccetto Rosso di portare il cestino alla nonna.
Soltanto il primo e l’ultimo sono essenziali. È importante che la nonna non stia bene, altrimenti Cappuccetto Rosso non avrebbe ragione di addentrarsi nel bosco, ed è importante che la mamma chieda a Cappuccetto Rosso di portare il cestino alla nonna altrimenti non potrebbe iniziare la storia. Che nel cestino ci siano pane e burro o degli straccetti di tofu, la storia non cambia.
Fare la sinossi delle fiabe è un buon esercizio. Se queste vi annoiano, potete usare l’ultimo film che avete visto. La cosa importante è riuscire a distillare la storia in una catena essenziale di eventi.
Se avete lavorato facendo una scaletta, potete partire da quella; se avete lavorato diversamente, dovrete prendere il vostro manoscritto e scorrerlo, pagina per pagina, ed estrapolare i fatti essenziali. Una volta creato un primo elenco, vagliatelo punto per punto dall’inizio alla fine, e a ogni riga chiedetevi cosa succederebbe se toglieste quel punto: la storia reggerebbe o diventerebbe incomprensibile?
Il risultato finale è la sinossi. Se avete ancora per le mani un elenco, riarrangiatelo in modo da rendere tutto più fluido e discorsivo. Considerate che di solito una pagina è più che sufficiente per riassumere la storia, perciò se vi trovate con una sinossi di dieci pagine, state sicuri che c’è ancora molto da sfoltire.